Mi hai stretto forte i seni. Li hai sollevati nella loro abbondanza, uno in ogni mano, stropicciati e quasi doloranti. E allora ho rallentato il mio prenderti, l’ho reso profondissimo, ho stretto la presa carnosa delle mie cosce attorno ai tuoi fianchi e ti ho mangiato. C’era buio e non hai visto la mia testa stendersi all’indietro, i miei occhi innamorarsi e questo tuo appropriarti del mio corpo arrivarmi fino al cuore.
[Resta, guardandoti partire.]